Birdgardening, cos’è e a cosa serve

Birdgardening

Birdgardening

Il termine “birdgardening” deriva dalle parole inglesi bird-uccello e garden-giardino. Possiamo tradurre il birdgardening come una sorta di giardino degli uccelli: un hobby che coniuga la passione del giardinaggio all’osservazione delle abitudini dei volatili.
Il birdgardening nasce in Inghilterra ma si diffonde velocemente in tutto il territorio europeo. Anche l’Italia sta apprezzando tale pratica che, considerando i contesti sempre più urbanizzati, consente di avvicinarsi alla natura ed agli uccelli.

Fondamentalmente il birdgardening consiste nell’approntare un habitat ideale nel proprio giardino o terrazzo, capace di attirare dei piccoli uccelli soprattutto nel periodo invernale.
Un giardino “biologico” come questo, è in grado di accogliere molti uccelli che, spontaneamente e senza costrizioni, sostano, nidificano, si riparano e si cibano generando grande gratificazione in chi potrà osservarli e fotografarli in atteggiamenti naturali.

Contrariamente a quanto si possa pensare, il birdgardening non richiede grandi spazi: chiunque abbia la fortuna di possedere un piccolo giardino, un balcone o un terrazzo, può ricreare un’oasi perfetta con le piante giuste, delle semplici mangiatoie, qualche abbeveratoio e delle casette artificiali che proteggano dal freddo i piccoli uccelli.

Ma vediamo insieme cosa occorre e come ricreare un habitat adatto al birdgardening.

Partiamo dalle mangiatoie: in commercio ne troviamo diverse tipologie, da quelle a forma di casetta in legno o plastica(che offrono anche un riparo), a quelle a rete, molto apprezzate in quanto l’alimento contenuto in essa è facilmente raggiungibile dai volatili.
In alternativa possiamo realizzare delle mangiatoie “fai da te”, magari recuperando materiali riciclabili quali vasetti di yogurt oppure bottiglie di plastica.
Le mangiatoie a rete si possono invece realizzare riciclando la rete delle cipolle, inserendovi delle apposite palline di mangime reperibili nei negozi specializzati.
Particolarmente apprezzate dagli uccelli sono le mangiatoie realizzate direttamente con cibo e materie prime naturali: coreografiche e belle da vedere sono le collane di frutta secca, di fette di mela oppure di frutta scavata.
Va detto però che se nei mesi invernali possiamo “aiutare” generosamente gli uccelli con moderate quantità di cibo, in primavera invece la somministrazione dovrebbe essere completamente sospesa. Questo è il momento in cui i piccoli imparano a volare e, far trovare loro del cibo nella mangiatoia, potrebbe interferire con l’autosufficienza.

Abbiamo spiegato la componente “bird”, ora parleremo dell’aspetto “gardening”, altrettanto essenziale per attirare gli uccelli.
Oltre infatti a fornire cibo e riparo, il birdgardening concettualizza un giardino che, attraverso piante, fiori ed essenze vegetali, ricrei perfettamente la catena alimentare che si trova in natura. Un luogo in cui uccelli, farfalle, insetti ed altri animali selvatici, possano ritrovare un habitat ideale alla stanzialità.
Possiamo favorire la presenza degli uccelli piantumando specie che fruttificano soprattutto in autunno. Ad esempio i passeri sono attratti dalle bacche rosse delle siepi di evonimo, i merli amano le bacche del sambuco, tortore e capinere invece prediligono il ligustro. Fra le numerose piante che maggiormente attirano gli uccelli annoveriamo la rosa canina, il biancospino, l’edera o il cotoneaster.
Curare l’estetica ed abbellire il giardino con laghetti artificiali attirerà un numero maggiore di specie, per un birdgardening perfetto.